Nuova vita

Sono ormai qualche anno che per le vacanze estive io e mio marito Andrea, andiamo al monte Argentario e una delle spiagge che ci piace di più è quella della Feniglia.

Chilometri di spiaggia fina e acqua cristallina portano alla nostra memoria ricordi d’infanzia, quando insieme ai nostri genitori si facevano lunghe, anzi lunghissime passeggiate.

Io da sempre ho l’abitudine di andare con uno zaino in spalla vuoto perchè adoro raccogliere “reperti” che il mare lascia durante l’inverno: conchiglie, vetri e sassolini levigati da acqua e vento. Ma ciò che amo di più sono i tronchi, pezzi di alberi staccati durante i burrascosi temporali invernali e portati dalle mareggiate.

Sono corrosi dall’acqua salata, dal vento e la sabbia si è insinuata in ogni venatura del legno…ognuno di questi pezzi “ha una storia che si tocca”(cit. Erri de Luca) e come in ogni storia che si racconta si può fantasticare da dove sia venuto, se sia stato tagliato o caduto in qualche torrente e per quanto tempo abbia galleggiato sul mare…

Una volta presi li studio bene e immagino sin da subito la seconda vita cui voglio destinarli, come per esempio questa radice. Quando l’ho raccolta non ha riscosso molto successo dal mio accompagnatore, mentre io ci vedevo già una composizione con le piante grasse, un altro amore di cui vi parlerò nel prossimo articolo.

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Mi sono divertita molto nel realizzarlo, ho creato delle nuove fessure e allargato quelle esistenti per le piantine e infine ho decorato alcuni punti con del muschio stabilizzato che dà alla compozione uno stile jungle.

La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva.” (Hume)

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